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Stufe a pellet: funzionamento, consumi e offerte migliori

Le persone in tempi di crisi hanno deciso di optare per un metodo alternativo per risparmiare. In tal proposito il mercato riguardo le stufette a pellet è cresciuto molto in questi ultimi anni, ma conviene veramente acquistarne una? Ecco alcuni consigli sulle stufe a pellet offerte e sul loro funzionamento in generale.

Come funziona una stufa a pellet

Il funzionamento di questo prodotto è semplice perché usufruisce del suo combustibile conosciuto come “pellet” per riscaldare l’ambiente. Questo materiale è naturale e si ottiene dagli scarti di lavorazione del legno grazie a dei macchinari specifici.

La stufa risulta essere piu’ pulita di una stufa a legna perché il combustibile non va a ledere i muri interni preservandoli nel tempo. E’ opportuno farsi installare la stufa da un esperto al fine di non rischiare di incombere in fughe di fumi noccive per la salute.

Consumi di una stufa a pellet

Per un appartamento da circa 60 mq è opportuno prendere una stufa dalla potenza di 10 Kwh: il consumo giornaliero sarà di 15 kg di pellet se la si tiene accesa 12h. Indi per cui giornalmente si andranno a spendere circa 4,50 euro

Qualora si prendesse una stufa piu’ potente i consumi potrebbero aumentare sino a 6 euro/giorno.

Quando acquistare e dove una stufa a pellet?

Dipende dai casi. Nella maggior parte delle volte conviene considerando che realizzando una canalizzazione del calore sarà possibile riscaldare anche tutte le altre stanze. La scelta ricade sulla potenza quindi prima di acquistarla sarà opportuno prendere bene le misure della propria casa.

Nel caso in cui si abbia voglia di prendere una stufa per l’abitazione in cui viviamo sarà opportuno iniziare da adesso con le ricerche, in particolare online, al fine di riuscire a risparmiare del denaro. Esistono molti siti affidabili a cui rivolgersi e dove poter fare tutte le domande in caso di dubbi e/o chiarimenti!

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Una sana dormita

Il caldo, si sa, non è un grande alleato del sonno. Cosi finisce che chi, già normalmente, ha qualche difficoltà ad addormentarsi in estate trova il compito ancora più arduo. Ad aggravare la situazione, poi, ci sono la stanchezza e la tensione di un anno di lavoro, che non favoriscono certo il rilassamento. Chi non riesce a dormire in questo periodo non è detto che soffra d’insonnia.

Nella maggioranza dei casi si tratta di comuni disturbi del sonno: difficoltà nell’addor-mentarsi, risvegli notturni o risvegli mattutini precoci che si possono verificare in certi momenti particolarmente stressanti. È inutile preoccuparsi eccessivamente per una o più notti passate in bianco.

Basta non commettere il solito errore: rigirarsi per ore nel letto “aspettando” che il sonno arrivi. Di solito siamo preoccupati per il mattino dopo, quando, insonnoliti, aggressivi, nervosi, affaticati e scarsamente concentrati, non riusciamo a essere efficienti come la situazione richiederebbe.

Per evitare che ciò accada spesso si adotta una soluzione sbagliata: una pasticca di sonnifero, che magari non fallisce lo scopo momentaneo del riposo. Ma è senza dubbio il sistema meno felice, perché il corpo con il tempo si abitua a questa scappatoia e “dimentica” i meccanismi fisiologici del ritmo sonno-veglia.

Ci si rigira nel letto, si guarda di continuo l’orologio e si spera che gli occhi si chiudano… Capita di non riuscire a riposare. Pasti leggeri, più regolarità negli orari ed erbe anti-insonnia spesso risolvono il problema

Più saggio sarebbe indagare sulle vere cause del problema ed eliminarle con il buon senso, in modo da poter ritrovare il sonno normale, quello fisiologico che non è indotto da farmaci.

Basta rispettare una norma banale: mantenere ii proprio ritmo sonno-vegiia nel modo più stabile e più regolare possibile. Di insonnia leggera si soffre anche per colpa di una cattiva “gestione” del sonno. Gli psicologi consigliano di stabilire appunto un programma d’igiene del sonno. O meglio, di analizzare, a fini preventivi o terapeutici, gli elementi che influiscono positiva-mente o negativamente sul riposo. I fattori generali sono:

  • i cibi ingeriti a cena. È importante non appesantire l’apparato digerente, usando moderazione anche con gli alcolici;
  • l’attività fisica svolta prima di dormire. È sbagliato fare ginnastica poco prima di coricarsi;
  • gli orari destinati al sonno. È bene mantenere una certa regolarità. Vietati quindi i riposini diurni o le grosse variazioni agli orari in cui ci si corica;
  • l’ambiente del sonno. Non usare il letto per telefonare o guardare la tv e, se possibile, fare in modo che la camera non sia troppo rumorosa o troppo calda (a più di 24 gradi);
  • il materasso

Piccole strategie per il buon riposo

Per chi ha difficoltà ad addormentarsi si consiglia di consumare un bicchiere di latte caldo o una tisana rilassante (camomilla, melissa, tiglio) prima di coricarsi. Sorseggiate la bevanda tranquillamente, in poltrona, gustandovi il piacere del meritato riposo dopo una giornata di lavoro. Un simile rituale ha effetto rilassante, aiuta a sciogliere le tensioni e favorisce il sonno con un sapore che richiama l’infanzia. Quando il problema riguarda il risveglio notturno, allora è bene ricorrere alla lettura di libri non troppo avvincenti (i gialli, per intenderci, meglio lasciarli perdere), che concilino il sonno interrotto, oppure, se si preferisce, all’ascolto di musica classica.

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Piastra per capelli: come sceglierla?

La beauty care di ogni donna, non può non contare sull’intervento di una piastra per capelli: comoda da utilizzare, facile da portare sempre nel proprio beauty case, rappresenta uno strumento basilare per curare la propria chioma, dalla radice alla punta.

Le piastre per capelli, consentono di realizzare il sogno di molte donne, di contare sempre su capelli lisci, morbidi e luminosi; per chi invece vuol dare un po’ di movimento a capelli troppo piatti, è possibile sfruttare la potenza di una piastra per capelli standard, per creare fantastici boccoli tutti da ammirare. Esistono, tuttavia, gli appositi arriccia-capelli, ma per chi vuole cambiare spesso aspetto alla propria acconciatura, una singola piastra per capelli può rappresentare un’ottima soluzione.
I modelli di ultima generazione, garantiscono un controllo ineccepibile sulla temperatura da mantenere per risultati sempre soddisfacenti: di media, per capelli leggermente mossi, occorrono piastre in grado di mantenere i 150-180 gradi, mentre per capelli ricci o crespi ne occorrono almeno 200. Per una semplice acconciatura quotidiana, bastano invece piastre in grado di mantenere una temperatura variabile tra gli 80 e i 100 gradi. Tra i materiali migliori troviamo ceramica e tormalina: le piastre per capelli composte da questi materiali, infatti, non solo riescono a lisciare i capelli, ma si prendono cura sia del cuoio capelluto che delle punte, senza così rovinarli. Esistono poi le piastre a ioni, in grado di rilasciare una serie di particelle che renderanno i capelli più morbidi e lucenti.
A seconda della mole di capelli da dover trattare, le dimensioni sono molto importanti: le piastre per capelli più piccole, e di conseguenza più leggere, possono richiedere un tempo maggiore per la stiratura. Lo standard per il trattamento e la stiratura di ciocche di media grandezza, è di circa 2 cm: ne esistono, però, di dimensioni maggiori per trattare porzioni di capelli più importanti. Un fattore da non sottovalutare, è la lunghezza del cavo di alimentazione: un cavo inferiore al metro e mezzo, rischia di essere troppo corto. Ideale, in questo senso, è poter contare su un cavo lungo almeno due metri, che sia piuttosto flessibile e abbia una presa standard.

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Polpette rustiche: friggiamo!

Quanto sono buone le polpette fritte e quanti ricordi portano con sé? Ogni volta che le mangiamo ripensiamo ai pranzi domenicali in compagnia di tutta la famiglia, o alla nonna, intenta a dar vita a quei piccoli bocconcini dorati, con gli avanzi della sera prima. Quella friggitrice non ha mai avuto un attimo di tregua, da quando abbiamo deciso di regalargliela, col benestare dei nostri stomaci felici di assaporare quei gusti tradizionali, familiari, che portano con sé la sensazione immediata di casa. In America, addirittura, utilizzano le polpette per condire la pasta, seguendo una ricetta napoletana!

Le polpette, variabili in forme e dimensioni, sono costituite da un impasto corposo e morbido, di carne tritata, uova, formaggio, mortadella e salsiccia: ottime anche una volta raffreddatesi, sono un secondo piatto tradizionale e allegro, per il quale i bambini vanno davvero matti.

Qual è l’occorrente per quattro persone?

  • Carne bovina o mista: 500 grammi circa
  • Parmigiano grattugiato: 80 grammi
  • Due uova
  • Mortadella: circa 200 grammi
  • Salsiccia: 150 grammi
  • Uno spicchio d’aglio
  • Pane raffermo: 250 grammi
  • Pangrattato
  • Sale, pepe, noce moscata
  • Olio di semi quanto basta

Per la frittura, utilizzando una friggitrice potremo gustare polpette molto friabili ed estremamente croccanti: a seconda dei propri gusti, si possono aggiungere all’impasto tocchetti di formaggio tipo emmental, mozzarella, qualche spezia particolare o un po’ di spinaci.

Per iniziare, tagliamo la crosta della pagnotta rafferma e realizziamo dei tocchetti che triteremo in mixer, fino a ottenere una polvere abbastanza fina, ma grossolana. In una terrina, mischiare le carni miste, la mortadella tritata (meglio se al coltello) e la salsiccia privata del budello: tritare il prezzemolo, scegliendo di utilizzare il mixer o il coltello, e aggiungerlo all’impasto assieme agli aromi. Consigliamo di utilizzare noce moscata, oltre a sale e pepe. Unire, così, i formaggi grattugiati, l’aglio tritato (privato dell’anima interna) e le uova sbattute.

Mischiare il tutto fino ad avere un impasto molto omogeneo e spumoso, infine aggiungere il pane e amalgamare di nuovo. Adesso arriva il momento più divertente: la creazione delle polpette! Per prima cosa, lasciate scaldare l’olio di semi nella friggitrice: una volta fatto, prelevare una noce di impasto e creare delle piccole polpettine tonde o ovali, a seconda dei propri gusti. Passare ogni polpetta nel pangrattato e immergerla nell’abbondante olio caldo della friggitrice, facendole cuocere fintanto che non saranno dorate.

Nel caso in cui l’impasto risultasse troppo, rispetto agli ospiti, sarà possibile congelarlo in modo da avere polpette caserecce pronte da friggere all’ultimo minuto: quando le polpette saranno state fritte in friggitrice, consigliamo di conservarle in un contenitore apposito per 1-2 giorni al massimo.

Per rendere ancora più gustoso il tutto, possiamo accompagnare le nostre polpettine rustiche con qualche salsa: salsa allo yogurt, ketchup o maionese per i più piccoli, salsa al tabasco.

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Il passeggino: quando dire basta?

Il passeggino è un oggetto fondamentale per la crescita dei nostri bambini, ma arriva il momento di chiuderlo e riporlo nella stanza dei ricordi. Per sapere quando dire basta al passeggino, lasciando che sia il bambino a camminare, sentire il parere del pediatra, a seconda delle possibilità e delle esigenze del proprio bebè, è sempre la scelta migliore. Sarà lui a consigliare il momento esatto in cui approcciarsi a poco a poco con l’autonomia di passeggiate in compagnia di mamma e papà, a bordo delle proprie gambe.
Diciamo che a sfruttare la comodità di questo importante strumento, il passeggino, non sono solo i genitori, ma anzi, in primis è il bambino stesso, talvolta troppo pigro per sforzarsi ad andare in giro con le proprie gambe: verso i tre anni, i bambini cominciano a essere troppo grandi per essere ancora portati a spasso, a meno che non vi siano complicanze transitorie agli arti inferiori, a rendere la questione più spinosa e delicata. Certo, prima di togliere definitivamente il passeggino, occorre lasciare al piccolo la possibilità di acquisire la giusta sicurezza in sé e nelle proprie possibilità: il per i primi periodi, infatti, è consigliabile tenere il passeggino sempre a portata di mano, per far sì che per prima cosa, il nostro cucciolo si abitui all’idea di non vederlo. È fondamentale, tuttavia, continuare a utilizzarlo in circostanze particolari: le passeggiate per la città, le gite fuori porta e tutte le grandi distanze da coprire, impossibili da affrontare per un piccolo.
Nel caso in cui sia in arrivo un fratellino o una sorellina per il nostro bambino, il passeggino non potrà essere ancora eliminato: gestire un passeggino e un bambino a spasso sui propri piedini, da dover prendere in braccio una volta stancatosi, potrebbe rendere una domenica libera in compagnia della propria famiglia, un incubo. Viste le condizioni delle strade, spesso costellate di buche, con marciapiedi troppo alti e autobus privi di pedana, potrebbe essere molto utile l’adozione di una comoda pedana per passeggino, che si potrà agganciare al retro, per portare a spasso anche il più grande.

Cyclette - Bicicletta da camera

Tornare in forma con la cyclette? Si può!

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La cyclette è uno strumento molto richiesto, ricercato e amato da  tutti coloro in cerca di un modo pratico e veloce per restare in forma. Questo strumento per l’home fitness, inventato nel 1968 e rivelatosi rivoluzionario da subito, garantisce, infatti, di potersi mettere in forma, sfruttando la comodità di stare a casa propria.

Ognuno di noi gestisce una vita costellata di impegni infiniti e mastodontici, con il risultato di trovarsi spesso e mal volentieri, troppo stanchi per alzare un braccio.

Aggiungiamo poi il doversi recare in palestra per mantenersi in forma, dopo aver affrontato intemperie, traffico, fatiche e malumori dati dalla vita lavorativa, ed ecco che l’unica cosa alla quale si punta una volta usciti dall’ufficio, è il proprio divano sul quale spalmarsi per godersi un po’ di relax.

La cyclette, così, come un fulmine a ciel sereno, rappresenta la soluzione ideale per tutti coloro in cerca di un modo per stare in forma, senza dover spendere mensilmente soldi per andare in palestra e godendosi la comodità di allenarsi stando in casa propria.

Le cyclette in commercio sono dotate dei sensori più affidabili e interessanti, ideali per poter vedere risultati ottimi in tempi brevi: a partire dal classico timer per tenere sotto controllo la durata della propria pedalata, fino ad arrivare al monitoraggio di frequenza cardiaca, calorie bruciate e km percorsi, allenarsi sarà semplice, divertente e i risultati arriveranno velocemente.

Bastano, infatti, trenta minuti quotidiani per un mese, per poter vedere i primi risultati: a partire dalle forze e le energie vitali delle quali si potrà godere, fino alla comparsa dei muscoli, la cyclette rappresenta un ottimo strumento per sentirsi sempre al top.

Sarà possibile pedalare guardando il proprio programma tv preferito, senza doversi preoccupare di condizioni climatiche, intemperie, della temperatura troppo calda o troppo fredda, incontro alla quale si andrebbe utilizzando la classica bicicletta.

La cyclette, abbinata a un’alimentazione sana ed equilibrata, è il metodo più divertente e pratico per poter tonificare cosce, glutei, addome e fianchi, combattendo gli inestetismi della cellulite e favorendo la scomparsa degli accumuli di grasso nei punti più critici.

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Risotto alla vodka ed erba cipollina

Ingredienti per 4 persone:

Ricetta facile Preparazione: 10 minuti Cottura: 25 minuti

  • 3 cucchiai di olio di oliva
  • 8 cipolline, tritate con un buon tritatutto
  • 250 gr di riso
  • 6 cucchiai di vodka
  • un litro di brodo vegetale  buccia di un limone e succo c mezzo limone
  • 6 cucchiai di erba cipollina tritata
  • 100 gr di grana padano grattugiato
  • 85 gr di prosciutto crudo di Parma e pepe nero

Scaldate l’olio in una padella e rosolate le cipolle e il riso per 2 minuti. Aggiungete la vodka. Fate bollire fino a completa evaporazione. In una padella a parte, scaldate il brodo, fatelo sobbollire. Aggiungete gradualmente il brodo, a mano a mano che evapora. Continuate a mescolare.

Dopo 20 minuti, spegnete il fuoco; aggiungete, mescolando, il succo e la buccia di limone e l’erba cipollina. Salate e pepate e aggiungete, mescolando, il formaggio.

Fate rosolare iI prosciutto di Parma in un tegamino i-naderente fino a quando risulterà croccante. Servite il risotto con sopra il prosciutto e pepe nero pestato.

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Finché la BANCA VA…

In redazione sono arrivate diverse lettere che sollecitano una risposta circa il problema delle spese bancarie e in particolare delle spese di utilizzo e rilascio della carta bancomat e della carta di credito.

Il primo argomento riguarda le spese di tenuta del conto corrente. Succede, infatti, che le banche (e spesso anche la stessa banca) applichino alle varie tipologie di consumatori spese completamente diverse. Esiste il conto senza spese, ma senza tasso d’interesse, quello con un canone fisso che però dà diritto alla carta di credito, quello in convenzione che prevede un numero di operazioni gratuite ecc. Il diverso trattamento economico è giustificato dai diversi servizi resi e qualche volta da convenzioni stipulate tra la banca e la controparte, che può essere un’associazione di categoria, un ente pubblico, un’azienda ecc… Il variare delle condizioni dipende, quindi, dalla forza contrattuale delle parti.

Il secondo problema è quello delle spese di utilizzo bancomat. Anche in questo caso non ci sono normative particolari e i costi sono liberamente contrattabili tra le parti e spesso sono legati al tipo di conto corrente prescelto. (www.uptoyouprestito.it)

Più complicato è il discorso dell’utilizzo delle carte di credito. Infatti la gestione delle carte di credito è affidata quasi completamente ad una società: la Servizi Interbancari SpA. Ebbene, tale società detta le regole di rilascio e utilizzo che, quindi, sono pressocché identiche per tutte le banche. Il cliente deve corrispondere un canone annuo che varia secondo il tipo di carta di credito. Inoltre, se effettua delle operazioni, gli viene inviato un estratto conto con l’applicazione di spese per l’invio e di un bollo, la somma delle due voci è di circa 2,70 euro. La carta di credito, inoltre, può essere utilizzata come anticipo contanti sia nella forma del prelievo di denaro sia sotto la forma del pagamento rateizzato. Ebbene, sono questi i casi in cui bisogna essere più attenti. Infatti, la commissione sui prelievi è di circa il 4 per cento dell’importo ottenuto, mentre il tasso d’interesse sulle rateizzazioni è molto alto poiché varia dall’1,20/1,50 per cento mensile ed è circa il 13/18 per cento annuale. Un’ulteriore maggiorazione dell’importo avviene per il pagamento di operazioni di acquisto carburante.

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Festa della mamma: giochiamo insieme

La Festa della mamma è un’occasione speciale che vi chiama a trascorrere del tempo con vostra madre. E come passare nel migliore dei modi la giornata in compagnia della propria mamma? Una grande idea sarebbe quella di trascorrere del tempo assieme giocando.

festa-della-mammaIl gioco vi aiuterà a stare più vicino a vostra madre e a trascorrere un giorno indimenticabile assieme. Ecco alcune idee interessanti per delle attività e dei giochi per la festa della mamma.
Quindi, cari padri e cari figli, riunitevi e insieme con i fratellini, dei cugini e degli amici date il via, ad esempio, ad una scenetta o ad un gioco a tema. Vedrete che si tratterà di una attività estremamente divertente sia per la vostra mamma che per voi. Riuscirete davvero a farla sentire speciale, a tal punto da avere organizzato solo il tutto solo per lei. Inoltre, potrete sorprenderla con i vostri talenti nascosti e lei si sentirà orgogliosa di essere la vostra mamma.

Intervista. Una bellissima idea è quella di iniziare con l’organizzare una intervista speciale con la mamma. Chiamatela “Il caffè con la mamma” o datele un nome a piacere. Se avete a disposizione una videocamera, registrate l’evento e scattate anche qualche foto.
Oltre a divertirla, questa attività vi permetterà di conoscere meglio vostra madre, potrete scavare nella sua infanzia, scovare i suoi amici, gli insegnanti e sapere tanto altro sul marito e i figli. Una bella idea è anche quella di chiederle come ha incontrato vostro padre, i momenti migliori e le circostanze più difficili della sua vita di coppia. Naturalmente, non dimenticate di esprimere il vostro amore per lei e di ringraziala a fine intervista.

Giocate. Potete celebrare la Festa della Mamma, giocando a dei vari giochi al coperto e all’aperto. Se vostra madre è una persona che ama giocare a tennis, ad esempio, prenotate il campo per il suo giorno. Potrete anche giocare a scacchi, a carambola, a carte o a qualsiasi gioco a cui vostra madre è affezionata e trascorrere del tempo con lei. E se non avete proprio idea di cosa proporre, ricordate che esistono diversi giochi online da consultare e con cui giocare.

Vi serve un’idea più pratica? Prendete nota, vi illustrerò un bel gioco che può essere praticato con altre famiglie.

  • Dividete i bimbi in squadre madre / bambino.
  • Chiedete alle madri di lasciare la stanza, mentre i bambini si siedono sulle sedie.
  • Porgete le stesse quattro o cinque domande ad ogni bambino circa le loro madri.
  • Portateli dalle loro madri e chiedete loro le stesse domande.
  • Daranno la madre e il bambino le stesse risposte?
  • Confrontatele e scoprirete quanto bene ogni mamma conosce i propri bambini.
  • Aggiudicate una rosa rossa alla squadra vincente madre / figlio.

Idee per le domande:
Chiedete pure il colore preferito, film, abbigliamento, animali, momento memorabile, il migliore amico, l’hobby, il talento, il cibo, l’animale, il cartone animato, il tipo di  pizza, il gusto del gelato, , il  momento più imbarazzante, la vacanza preferita, ecc.
Che la festa (della Mamma) abbia inizio!

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Ferro da stiro a caldaia: impariamolo a conoscere

Il ferro da stiro a caldaia è diventato, negli ultimi anni, il miglior nemico di tante massaie e casalinghe. Perché? Perché in grado di rendere la fase della stiratura delle pile di panni accatastati più veloce, più comoda ed economica. Certo, ancora i modelli proposti dalle grandi case costruttrici non stirano da soli, ma è solo questione di tempo!
Il ferro da stiro a caldaia è un prodotto pensato per consentire performances efficaci di stiratura, sfruttando la potenza del vapore: la caldaia consente di risparmiare sia sul tempo da dedicare alla mansione, sia sulla fatica, poiché garantisce un getto continuo di aria calda, vista l’ampiezza media del serbatoio. Il vapore, inoltre, emettendo una pressione più interessante, consente di stirare meglio anche i capi più difficili da trattare, come camicie e vestiti molto curati nei particolari, con gale, merletti e pizzi. Orientarsi su modelli più performanti, a discapito del lato economico, è sicuramente consigliato: risparmiare in questo senso, potrebbe comportare una spesa maggiore in futuro, per cambiare nuovamente il ferro o per la manutenzione di un modello inadeguato. L’obiezione principale da fare ai ferri da stiro a caldaia, è la quantità di spazio necessitata: è vero, sono piuttosto ingombranti e pesanti, per questo motivo difficili da spostare. Occorre, dunque, organizzare al meglio lo spezio disponibile, per posizionare – in maniera il più possibile definitiva – l’elettrodomestico. I modelli troppo pesanti e troppo ingombranti, sono da evitare nel caso in cui non si disponga di una buona asse da stiro, né di uno spazio adeguato: il ferro da stiro a caldaia rappresenta un vero e proprio investimento per il futuro, da fare, di conseguenza, con cognizione di causa. I prezzi si aggirano tra i 150 e i 250 euro, per modelli normali, ma rappresentano comunque un vantaggio notevole per portare a termine la procedura della stiratura.
A chi è consigliato l’acquisto di un ferro da stiro a caldaia? A chi sa di dover stirare molto e spesso e, magari, comincia a vedere il proprio ferro da stiro come troppo datato e non più ottimale.