Una sana dormita

Il caldo, si sa, non è un grande alleato del sonno. Cosi finisce che chi, già normalmente, ha qualche difficoltà ad addormentarsi in estate trova il compito ancora più arduo. Ad aggravare la situazione, poi, ci sono la stanchezza e la tensione di un anno di lavoro, che non favoriscono certo il rilassamento. Chi non riesce a dormire in questo periodo non è detto che soffra d’insonnia.

Nella maggioranza dei casi si tratta di comuni disturbi del sonno: difficoltà nell’addor-mentarsi, risvegli notturni o risvegli mattutini precoci che si possono verificare in certi momenti particolarmente stressanti. È inutile preoccuparsi eccessivamente per una o più notti passate in bianco.

Basta non commettere il solito errore: rigirarsi per ore nel letto “aspettando” che il sonno arrivi. Di solito siamo preoccupati per il mattino dopo, quando, insonnoliti, aggressivi, nervosi, affaticati e scarsamente concentrati, non riusciamo a essere efficienti come la situazione richiederebbe.

Per evitare che ciò accada spesso si adotta una soluzione sbagliata: una pasticca di sonnifero, che magari non fallisce lo scopo momentaneo del riposo. Ma è senza dubbio il sistema meno felice, perché il corpo con il tempo si abitua a questa scappatoia e “dimentica” i meccanismi fisiologici del ritmo sonno-veglia.

Ci si rigira nel letto, si guarda di continuo l’orologio e si spera che gli occhi si chiudano… Capita di non riuscire a riposare. Pasti leggeri, più regolarità negli orari ed erbe anti-insonnia spesso risolvono il problema

Più saggio sarebbe indagare sulle vere cause del problema ed eliminarle con il buon senso, in modo da poter ritrovare il sonno normale, quello fisiologico che non è indotto da farmaci.

Basta rispettare una norma banale: mantenere ii proprio ritmo sonno-vegiia nel modo più stabile e più regolare possibile. Di insonnia leggera si soffre anche per colpa di una cattiva “gestione” del sonno. Gli psicologi consigliano di stabilire appunto un programma d’igiene del sonno. O meglio, di analizzare, a fini preventivi o terapeutici, gli elementi che influiscono positiva-mente o negativamente sul riposo. I fattori generali sono:

  • i cibi ingeriti a cena. È importante non appesantire l’apparato digerente, usando moderazione anche con gli alcolici;
  • l’attività fisica svolta prima di dormire. È sbagliato fare ginnastica poco prima di coricarsi;
  • gli orari destinati al sonno. È bene mantenere una certa regolarità. Vietati quindi i riposini diurni o le grosse variazioni agli orari in cui ci si corica;
  • l’ambiente del sonno. Non usare il letto per telefonare o guardare la tv e, se possibile, fare in modo che la camera non sia troppo rumorosa o troppo calda (a più di 24 gradi);
  • il materasso

Piccole strategie per il buon riposo

Per chi ha difficoltà ad addormentarsi si consiglia di consumare un bicchiere di latte caldo o una tisana rilassante (camomilla, melissa, tiglio) prima di coricarsi. Sorseggiate la bevanda tranquillamente, in poltrona, gustandovi il piacere del meritato riposo dopo una giornata di lavoro. Un simile rituale ha effetto rilassante, aiuta a sciogliere le tensioni e favorisce il sonno con un sapore che richiama l’infanzia. Quando il problema riguarda il risveglio notturno, allora è bene ricorrere alla lettura di libri non troppo avvincenti (i gialli, per intenderci, meglio lasciarli perdere), che concilino il sonno interrotto, oppure, se si preferisce, all’ascolto di musica classica.

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